Oggi mi sono imbattuto in un vecchio mio post in un forum SEO in cui riportavo un articolo pubblicato su Il Sole 24 Ore nel 2003.
L’articolo è ancora di un’attualità disarmante per cui ritengo doveroso riportarlo in toto a fronte di una costante necessità di sviluppare siti Web che siano funzionali ad un’ottimale posizionamento nei motori di ricerca.
Siti Web, meglio apparire tra i primi
Il motivo è semplice: un sito il cui indirizzo non compare tra i primi risultati dei motori di ricerca non verrà mai raggiunto dagli utenti che utilizzano gli indici del Web per navigare. In effetti i motori di ricerca non costituiscono l’unico mezzo utilizzato per “apparire” su Internet: la pubblicità e i rimandi da altre pagine Web possono ugualmente attrarre visitatori al proprio indirizzo. Tuttavia, è indubbio che la maggior parte degli utenti si basino su strumenti come Google, Virgilio o Yahoo! per la propria navigazione.
Essere presenti sui principali motori di ricerca costituisce quindi un’ottima garanzia di visibilità. Tale presenza è però sottoposta a delle condizioni ben precise, tra cui quella di apparire necessariamente tra i primi collegamenti proposti nei risultati.
Jim Jansen, professore all’Istituto di scienze e tecnologie dell’informazione dell’Università dello Stato della Pennsylvania, ha presentato durante l’International conference on Internet computing, che si è svolta a Las Vegas a giugno del 2003, una ricerca condotta su 450mila interrogazioni al motore di ricerca AlltheWeb.com, in un arco di tempo di 24 ore. Jansen ha misurato, assieme alla ricercatrice Amanda Spink, la lunghezza di ogni sessione, il numero di pagine visitate e la corrispondenza con i risultati offerti dal motore di ricerca, sminuzzando così il comportamento di centinaia di migliaia di navigatori.
Il risultato è stato netto: la maggior parte degli utenti si sofferma solo sulla prima pagina dei risultati, a fronte di un 19% che consulta anche la seconda e a meno di un 10% che raggiunge anche la terza.
In altre parole, se il proprio sito non compare nella prima pagina dei risultati di un motore di ricerca, si rischia di perdere più dell’80% dei potenziali visitatori. Per questi motivi uno dei servizi offerti da chi realizza siti dovrebbe quello di garantire un buon piazzamento nei risultati dei motori di ricerca. [...]
Il medesimo studio ha però anche evidenziato che il 55% degli utenti verifica il contenuto di uno solo dei risultati forniti, e più dell’80% non prova più di tre link.
A questo punto emerge un altro dato: non solo è indispensabile che il proprio indirizzo compaia tra i primi siti ma, come spiega Jansen: «È assolutamente necessario che la presentazione del sito sia cristallina circa i contenuti. Otto volte su dieci, è proprio questa presentazione che dissuade i visitatori dal cliccare su quell’indirizzo». Infine, oltre al piazzamento e al riassunto, è necessario riuscire a trattenere il visitatore, casomai questo decidesse di cliccare su un dato indirizzo. Secondo i due ricercatori, gli utenti Internet sono fondamentalmente impazienti e un navigatore su cinque si sofferma meno di un minuto su un sito. In altre parole, occorre che la prima impressione che si fornisce delle proprie pagine Internet sia positiva, per evitare che l’utente se ne vada immediatamente. Ancora una volta, si dimostrano fondamentali le regole dell’usabilità: un sito deve essere consultabile facilmente, dichiarando subito il suo contenuto e la sua utilità per il visitatore.
Fonte: Il Sole24Ore del 15/07/2003